“OGNUNO ARRIVA DA LONTANO, TUTTI FANNO UNA LINEA CHE PARTE CHISSA DA DOVE E ARRIVA CHISSA DOVE MA OGGI CI INCROCIAMO IN UN PUNTO, E OGNI GIORNO MOLTE LINEE SI INCROCIANO IN UN PUNTO, NEL PUNTO DOVE ACCADONO LE COSE, TRE LETTERE: ORA!”
mercoledì 11 luglio 2012
L'ASSESSORE CAPRINI RISPONDE A RUGGIANO
L’intervento astioso del consigliere Ruggiano ci offre l’occasione per ricordare alla cittadinanza gli eventi di questo fine settimana. Giovedì sera si comincia con l’esibizione in notturna delle mongolfiere in Piazza del Popolo, al prato del Tempio di Santa Maria della Consolazione e presso la scalinata del Tempio di San Fortunato.
Contemporaneamente, ai Giardini Oberdan, si terrà un concerto tributo a Mina. Venerdì 13, invece, alle ore 18.00 verrà inaugurata la mostra d’arte contemporanea: “Diari di un viaggio immaginato”, che vedrà l’esposizione delle opere di sette importanti artisti italiani e stranieri presso la Sala delle Pietre, la Sala Affrescata di Via del Monte ed il Chiostro del Nido dell’Aquila. Alle ore 21.30, invece, l’appuntamento è al Chiostro delle Lucrezie con il quintetto Gagè Swing.
Sabato 14, presso l’arena del Palazzo del Vignola, l’Associazione Marte Onlus, in collaborazione con il Comune di Todi, ha organizzato un concerto che vedrà l’esibizione di Marsina Koni, al pianoforte e Piero Vincenti al clarinetto per l’inaugurazione del nuovo pianoforte da concerto.
Al livore del consigliere Ruggiano non possiamo che rispondere con i fatti: al nostro arrivo in Comune abbiamo trovato sul capitolo specifico dei contributi ad enti ed associazioni 16 mila euro a fronte di impegni verbali assunti senza delibera con i vari organizzatori delle iniziative. Nessuno si è lamentato, pur avendone il diritto, ma si sta tentando di portare avanti una programmazione estiva senza pesare su altri capitoli diversi da quelli assegnati alla cultura per importi di poco superiori a quelli che la precedente amministrazione ha elargito per una singola presentazione di un libro. Nonostante tutto TodiTangofestival, Suoni dal Legno, Gran Premio Italiano Mongolfieristico, Internazionali di Tennis e Todiarte festival sono stati comunque confermati grazie alla comprensione ed alla disponibilità dei soggetti organizzatori.
Detto questo ricordiamo al consigliere Ruggiano che a mandarlo fuori dal comune non è stato un destino cinico e baro, ma gli elettori tuderti che hanno rilevato, evidentemente, l’incapacità e l’inettitudine a governare la città nello schieramento bocciato sonoramente dalle urne.
Per il resto dei commenti fatti dal consigliere Ruggiano rimandiamo al termine del nostro mandato, quando i tuderti potranno valutare le nostre azioni, di oggi e di domani.
martedì 10 luglio 2012
RONK NON FA SCONTI A NESSUNO!
Ricevo e pubblico. Sono stato costretto stavolta ad eliminare delle parti un pò "pesantucce" e me ne dispiace sia perchè la censura non fa parte della mia cultura sia perchè, tra l'altro, erano veramente divertenti. Una idea potrebbe essere quella di riempire noi quegli spazi vuoti. Semprechè avessimo azzeccato i personaggi. Ecco il pezzo:
Mi chiamo Ronk Billac e non faccio sconti a nessuno. Vivo in quanto scrivo e aspetto i saldi di luglio.
Oggi prima di diffondermi sull’ultima teoria del mio maestro ed amico Strauss (calma Vasa Vasa! Basta col balletto! Ndr: dovete sapere che c’è questo esponente politico che pensa che questo Strauss sia quello dei valzer e pare che ogni volta che legge i miei articoli e si trova davanti la citazione accenna a un passo di danza. Io non so perché lo fa, dicono che è uno fatto così, però può anche essere che mi prenda per il culo. La cosa mi rende ridicolo , insomma, non mi piace punto! Io non sarò un gran che come autodidatta ma insomma che ci vuole ad usare un minimo di educazione! E che catz!).
Veniamo a noi, no non scherziamo non a quel NOI ma al tema del giorno, alla domanda che infoca la piazza e fa tremare le caviglie come al primo appuntamento sulla Rocca o dentro al parcheggio della consolazione che è più comodo e c’è anche la via di fuga da mogli e mariti investigatori: gli appelli elettorali, siano essi di destra o di sinistra, di donne o di uomini, di intellettuali o di contadini,portano voti o portano jella? Una roba da non credere la risposta, Strauss (mmmmhh! VasaVasa, buono!) che era venuto in Umbria per una ricerca sulle rane del Trasimeno (non per mangiarle, via!), quando ha visto sui telegiornali che girava la domanda non ha potuto esimersi. E non si è esinto( Vannini questo verbo esiste davvero e si chiama participio passato!) ha ricercato, ha studiato, e si è consigliato. Su Todi ovviamente.
Lui la racconta così: una prima analisi ha chiarito che c’erano stati tre appelli, uno di sinistra per le primarie e due di destra per le elezioni.
Per i primi andava intervistato il professore, oggetto dell’appello, persona a detta del mio maestro (scusate se continuo a chiamarlo con questi sinonimi scolastici ma c’è sempre VasaVasa in agguato) squisita, con cui ha disquisito a lungo: egli ancora era dell’idea che il valore intrinseco degli appelli degli intellettuali non si poteva discutere anche se per il futuro si era ripromesso però di stare sempre dalla parte degli appellandi. Così tanto per provare qualcosa di nuovo. Il mio maestro ha apprezzato molto lo stile educato e gentile ma non l’ha mica bevuta! Il professore, poi ha confessato la cameriera filippina, dopo quella esperienzaccia si porta sempre in tasca un corno rosso fatto acquistare subito dopo l’appello a Margellina.
Mancava la Destra: il maestro ha invitato un dirigente e ne sono venuti cinque. Pare che facciano sempre così e loro dicono per amicizia.
Il primo sosteneva che l’appello degli esponenti della Destra l’aveva deliberato lui e gli effetti si sarebbero visti anche dopo dieci anni.XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
Il secondo che non l’aveva mai potuta sopportare (la estrema) che, sì vabbene, ma quando si è scoperto che chi l’aveva redatto poi non l’aveva firmato e si era squagliato, la cosa non poteva che finire male.
Il terzo rivendicava che la pensata delle donne di destra era stata davvero storica. XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX.
Il quarto aveva detto che non c’era un perché e un percome e chiedeva storica in che senso?
Il quinto si vedeva che era venuto controvoglia, negli occhi un vuoto senza futuro, guardava un depliant e vi tracciava sopra dei salti con la penna dall’Africa alla’America ma ad un certo punto il segno cadeva in mare. Sopra alla fossa delle Marianne, molto nel profondo.
Fuori c’erano Pio e Maurizio che si davan di gomito e si vedeva che aspettavano il loro turno.
Al mio maestro erano rimasti due dubbi: il primo se erano amici o nò, il secondo sempre quello sulla potenziale jella. C’era un modo per chiarire, recarsi da Nelson Piquet, il famoso studioso della “neuropsicologia della teoria politica in crescendo”, che, per caso, stava facendo i bagni estivi a Ladispoli invece che come ogni estate a Palm Bach (ma che c’ha sto Ladispoli?).
Quello aveva letto tutto e ponderato un casino di tempo davanti ad una impepata alle cozze, poi era scoppiato in una risata gigantesca e aveva sentenziato che le donne avevano fatto casino sullo slogan: avrebbero voluto scrivere “Ridateci la Famiglia” ma, forse per l’intervento di un tipografo comunista, sul volantino c’era scritto: “RidateceLI in famiglia”.
Detto fatto , agli elettori non era parso il vero, avevano votato a sinistra così contentavano anche le donne di destra. Nelson si era alzato , aveva cacciato un urlo disumano, si era tuffato e non era più riemerso. Ormai, aveva detto la moglie rassegnata, aveva visto tutto e se ne poteva anche andare.
Come concludere? La questione è aperta, ma forse è meglio glissare sul’argomento perché la jella è come la colla, quando si attacca poi non va più via.
Ad maiora e ad Minorca.
Ronk Billac
lunedì 9 luglio 2012
SCRIVE FABRIZIO GUAZZARONI
In merito al documento di Andrea Vannini (capogruppo PD Comune di Todi), che bene ha fatto nel mettere in evidenza le problematiche che caratterizzano da alcuni anni il Parco del Tevere, vorrei aggiungere alcune considerazioni che potrebbero essere utili per la soluzione del problema dei danni causati dai cinghiali e soprattutto aprire una discussione utile per la gestione di alcune specie che sono presenti all’interno della superficie tabellata.
Il problema cinghiali all’interno di OASI e PARCHI sta creando seri problemi in tutta la regione Umbria e non solo a Todi; le cause che hanno portato questo problema a livelli esasperati sono diverse:
- Come evidenziato da Andrea, la prima causa è di certo l’ impossibilità di cacciare suddetto animale trovandosi lo stesso all’interno di una zona a divieto di caccia programmata.
- Il secondo problema deriva dalla mancanza di censimenti o quantomeno stime atte a fornire numeri seri sull’effettiva popolazione del cinghiale all’interno dell’area parco.
- La mancanza di un Ente Parco che, insieme alle Istituzioni, fornisca numeri sulla popolazione degli animali all’interno di esso, determinando la gestione con piani di abbattimento atti a ripristinare la giusta densità (8-12 esemplari per km²) al 31 dicembre di ogni anno.
- La mancanza di selettori specializzati previo corso Provinciale per operare sulla specie cinghiale all’interno della superficie del Parco del Tevere.
- Autorizzazione di girate (massimo 6 persone con 2 cani con soggetti iscritti alle squadre limitrofe e confinanti dei comuni compresi nel Parco) nel bimestre gennaio-febbraio, ovvero prima della riproduzione degli animali come già avviene in altre aree protette della Regione Umbria.
Detto ciò non ho la presunzione di dire con certezza che il problema sarà risolto, ma di certo avremmo molti meno danni a beneficio degli agricoltori a cui dovrebbero essere ridistribuiti tutti gli incassi derivanti dalla vendita della carne degli animali abbattuti, con conseguenti benefici per le Istituzioni che andrebbero a rinvigorire le proprie casse con somme di denaro esterne a quelle già programmate in bilancio.
Chi scrive è un cacciatore che considera il Parco del Tevere come serbatoio naturale per animali di ogni genere, anche per quelle specie di interesse venatorio; purtroppo, fatta eccezione dei tanti cinghiali e, in questi ultimi anni, di una popolazione in espansione di colombacci, cervidi e bovidi, ho potuto solo constatare l’aumento vertiginoso delle specie critiche (corvi,cornacchie, volpi, gazze, storni, eccetera) a discapito di animali come il fagiano, la lepre, la starna, la pernice, eccetera, anzi con il passare del tempo, si è avuto un calo delle suddette specie causato dalla vecchiaia della popolazione derivante dal mancato rinnovamento naturale per colpa di consanguineità di esse che, in aggiunta ai tanti predatori sopra menzionati, hanno notevolmente ridotto la densità di questi animali.
Pertanto, come per il problema cinghiale, sarebbe opportuno creare un’equipe di studiosi (zoologi, agronomi, agronomi forestali e biologi) al fine di trovare soluzioni atte a ripristinare il giusto equilibrio tra le tante specie che vivono all’interno del Parco del Tevere.
Concludo proponendo un serio ripristino di un gestore del Parco formato dalle varie componenti (tecnici, agricoltori, ecologisti e cacciatori) al fine di una sana collaborazione per risolvere le problematiche per il bene di tutti i cittadini.
Come cacciatore iscritto alla FIDC (Federazione Italiana della Caccia) mi farò promotore di portare le relative problematiche del Parco a conoscenza della mia associazione e comunque do da subito la mia disponibilità a collaborare per trovare una soluzione a tutte le problematiche evidenziate in questi documenti a partire dal problema danni cinghiali.
sabato 7 luglio 2012
NAVETTA GRATIS PER IL CENTRO
Da ieri sera l'Amministrazione Comunale ha attivato dalle 20:45 alle 00:45 una navetta GRATUITA per il Centro Storico. Il servizio sarà attivo dal venerdi alla domenica per tutta l'estate.
Beh che dire, un ottimo inizio.
Andrea
venerdì 6 luglio 2012
30 CANI SALVATI DA UN CANILE LAGER IN CERCA DI AIUTO!!!
1. La mia vita non è lunga. Ogni separazione da te per me significa sofferenza.
2. Lasciami il tempo di capire cosa desideri da me.
3. Riponi in me la tua fiducia, perché io vivo di questo.
4. Non essere in collera a lungo con me e non rinchiudermi per castigarmi! Tu hai il tuo lavoro, il tuo divertimento e la tua gioia: io, invece, ho solo te.
5. Parla qualche volta con me. Mi piace sentirti.
6. Sappi che qualsiasi sia il modo in cui vengo trattato non lo dimentico mai.
7. Pensa, prima di picchiarmi, forse basta una carezza.
8. Prima di giudicarmi cocciuto, pigro o svogliato nel svolgere le mie mansioni pensa: forse mi hai mal nutrito, o forse mi hai lasciato troppo a lungo al sole o più semplicemente il mio cuore si sta consumando.
9. Abbi un occhio di riguardo per me quando sarò vecchio, perché anche tu un giorno lo sarai.
10. Qualsiasi passo difficile fallo con me. Non dire mai:"Questo non lo voglio vedere" o " Fatelo in mia assenza". Tutto è più facile per me con te vicino.
Non pretendo un albergo a cinque abbai, ma un affetto sicuro.
Grazie. Il tuo cane.
Perchè ho pubblicato queste regole? Perché Nicola Mechelli, con straordinario tempismo e sensibilità ci ha ricordato che 30 cani sono stati salvati da morte quasi certa da un canile lager a Ripabianca. Ora sono in buone condizioni ma stanno aspettando il loro padrone nel canile tuderte “Animal House” di Roberto Cofani. Perciò, anche a nome della Associazione no-profit che presiedo, Terra di confine, che si batte per la tutela dei nostri piccoli amici, invio un pressante invito a tutti gli amici, i conoscenti, i cittadini di Todi perché si impegnino in una adozione.
Nessuno si è mai pentito di aver aiutato un cane in difficoltà, per il semplice fatto che se gli dai 10 ricevi mille. Con quel bagaglio di affetto e dedizione straordinari verso di noi di cui madre natura non ha più dotato nessun altro essere vivente.
Un cane è per la vita.
Andrea
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giovedì 5 luglio 2012
martedì 3 luglio 2012
COLLE DI TODI, PARCO DEL TEVERE E DANNI DA CINGHIALI.
Come si sa quasi tutta la superficie del Colle è area del Parco del Tevere e, come tale, soggetta a tutte le regole che la rendono protetta sotto molti profili. Questa individuazione certamente ha portato a molti benefici per la flora e la fauna autoctona ed anche per la vivibilità complessiva della zona: pensiamo solo al fatto che, non essendovi stato più possibile cacciare, si sono accantonati i pericoli legati all’uso di armi in una zona fortemente antropizzata.
Con ciò ovviamente non si vuole dare un giudizio negativo sulla caccia, anzi il ragionamento che faremo porta a sottolineare aspetti e problemi la cui risoluzione va esattamente nel segno opposto.
Perché diciamo questo? Perché arrivano segnalazioni che si sia determinata una situazione di sovrappopolamento della specie cinghiale, dovuta sia al fatto che, appunto, non vengono cacciati sia a quello che si rifugiano sui fianchi del Colle branchi di essi dalle zone limitrofe dove è possibile effettuarne l’abbattimento in battuta regolare.
Pare che la questione stia diventando pericolosa sotto diversi aspetti: il primo è legato ai danni sempre più frequenti a coltivazioni, orti e giardini; il secondo è che tali danni si stanno verificando anche a strutture murarie, come muretti pollai conigliere e piccionaie o rimesse agricole. Il terzo è ipotetico ma mica tanto: vengono avvistati ormai anche sulla Provinciale e sulle strade Comunali che cingono il nostro Colle e si avviano, purtroppo, a divenire un problema per la sicurezza in auto.
Tutto ciò è ancora più complicato dalla situazione istituzionale che presiede o dovrebbe presiedere e intervenire: infatti il Comune non ha alcuna competenza diretta, l’Ente Parco non opera più da tempo (sarebbe stato interessante ad esempio intraprendere negli anni una indagine progressiva nel tempo sulla quantità e qualità della fauna presente) e presso la stessa Comunità Montana è indaginoso reperire dati.
La Provincia può intervenire o direttamente impegnando le sue Guardie o demandando ai selettori, di concerto sempre con esse, cioè a quei cacciatori professionisti che perseguono l’abbattimento in condizioni di assoluta sicurezza: infatti sembra ovvio che il contenimento della specie debba essere realizzato dai singoli cacciatori a ciò istruiti e formati e non da battute in squadra, irrealizzabili in questo ambiente, anche se indubbiamente più efficaci.
Tutti questi problemi non ci possono però far chiudere gli occhi di fronte ad una situazione che pare stia oggettivamente superando i limiti della sopportazione da parte degli abitanti di alcune zone specifiche e che può apportare problemi alla sicurezza di cose e persone. Per questo motivo vogliamo iniziare una campagna di sensibilizzazione e di conoscenza diretta: invitiamo i cittadini che sono in possesso di informazioni più dettagliate a scriverci o a contattarci direttamente, gli operatori del settore, ad esempio le Guardie venatorie o le Forestali a mandarci notizie e proposte, e ciò vale anche per le Associazioni dei cacciatori in loco. Per poter fare entro Luglio un primo punto della situazione e cercare soluzioni efficaci e coordinate.
Grazie per l’attenzione.
Andrea Vannini.
Capogruppo PD.
Numero telefono 3284295453
e-mail: andrea.v1983@hotmail.it
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