martedì 22 dicembre 2015

CAPODANNO 2016 TODI: TUTTE LE INFO !!!





ECCO TUTTI I MENU' DEI RISTORANTI CHE HANNO ADERITO AL CAPODANNO 2016 A TODI :










A MEZZANOTTE TUTTI IN PIAZZA PER BRINDARE INSIEME CON MUSICA ED ANIMAZIONE 



POI TUTTI AL VIGNOLA ALLA FESTA A TEMA " STUDIO 54"

PER INFO: pagina facebook 641 contaminazione di idee



lunedì 14 dicembre 2015

NUOVO PIANO SOCIALE: INCONTRO PUBBLICO A TODI !!!




PAPA' MAMMA E GENDER




L' Associazione GYLANIA organizza a Todi, venerdì 17 Dicembre alle ore 21.00, presso la Sala del Consiglio, la presentazione del libro 

PAPA' MAMMA E GENDER
DI 
MICHELA MARZANO


ne parleranno con l'autrice:

VALENTINA PARASECOLO giornalista e video-reporter, inviata di Petrolio (Rai 1) che collabora anche con Vice (Sky 
                                                Tg24); co-fondatrice di ilbureau.com.

PAOLA BIANCHINI filosofa, coordinatrice scientifica di progetti di formazione e consulente del Centro  per i Disordini
                                 alimentari di Todi

KATIUSCIA PAPI  di Gylania

MICHELA MARZANO filosofa, autrice di numerosi saggi e articoli di filosofia morale e politica. Professore ordinario 
                                     dell'Université Paris Descartes, collabora con Repubblica e Vanity Fair


venerdì 11 dicembre 2015

SAPETE COS'E' UNA SCALA ITALIANA !!!




E' una scala divisa in quattro tronchi, tra loro congiungibili. Completamente composta la scala misura, in altezza, 10, 33 m.
Si monta in 4 persone. Il numero uno è quello che sale ed innesta tutti i pezzi, il numero due e tre sono alla base e con il loro peso spingono, attraverso i montanti, la scala verso il muro ed il numero quattro passa i pezzi al numero uno. 
Un gioco di squadra quindi.
Quando sei il numero uno, quando sei tu a salire, sai tutte queste cose e ti devi fidare. Ti dovrai fidare quando per innestare i pezzi con il tuo piede dovrai spingere la scala all'indietro (movimento completamente contro natura), sperando in cuor tuo che "la base" spinga con decisione la scala verso il muro; ti dovrai fidare quando ti verranno passati i pezzi e quando li riconsegnerai, sperando che la presa del tuo compagno sia decisa e forte (sennò cadranno addosso ai tuoi compagni) e ti dovrai fidare quando sarai lassù a dieci metri a fare la figura.

Insomma tutto questo per dire che, in gran parte delle occasioni vitali più importanti, bisogna fidarsi degli amici, delle persone a cui vuoi bene veramente, perché si sta come su di una scala italiana. In fondo, se non lavori di squadra, se non ti fidi degli altri, puoi essere bravo quanto vuoi ma in cima, lassù, da solo, le mani non le lasci se non ti fidi !!! Altrimenti voli, fai male a te stesso e agli altri.

Andrea 

mercoledì 2 dicembre 2015

ECCO A VOI LA NUOVA SEGRETERIA PD TUDERTE !!!

Con la presentazione della nuova Segreteria alla cittadinanza di Todi, si  completa il percorso che mi ha visto assumere la guida del partito da circa un mese.
La nuova Segreteria è una sintesi delle diverse anime del Partito Democratico cittadino, con competenze in ogni settore, una segreteria completamente rinnovata con ben 5 nuovi iscritti.
Ci impegneremo con passione, concretezza e con spirito propositivo nei confronti dell'Amministrazione,  i nostri sforzi saranno focalizzati al fine di essere  interpreti delle diverse esigenze della città  e del territorio.
vicini ai più giovani, agli  anziani e alle associazioni, facendo rete tra questi ed il Partito Democratico.
Questa Segreteria vuol ripartire dalle idee di ognuno perché è solamente dal gruppo che si può strutturare il lavoro che ci accompagnerà alle amministrative del 2017; una Segreteria "tematica", utile a rafforzare la nostra presenza in città per costruire un rapporto forte e coeso con il tessuto sociale in essa presente. 
La Segreteria opererà senza trascurare inoltre il lavoro di promozione, di sostegno e di approfondimento delle politiche messe in campo dal PD sia a livello regionale che a livello nazionale.
In questo senso il PD, pur nelle diverse sensibilità che interpreta, deve in maniera compatta e coesa affrontare le difficili sfide che lo aspettano nel suo futuro prossimo, senza paura ma con serenità e positività.
Questi i nomi della segreteria:


 Marco Battistini, Tesoriere; 
-  Marcella Velluti, Gestione sede;
-  Leyla El Matouni, Pari Opportunità e politiche su immigrazione;
-  Flavio Boschi, Politiche Giovanili e Famiglie;
-  Daniele Polverini, Rapporto con Frazioni, Associazioni e Pro Loco;
-  Emirjona Gjeka, Partecipazione e gestione eventi;
-  Valeria Menciotti, segreteria organizzativa e rapporto con Circoli.
-  Rosario Di Proietto, Tesseramento e Comunicazione.


In conlusione, siamo certi che questa neonata Segreteria Comunale, insieme ai Coordinatori di Circolo - Circoli che dovranno tornare ad essere attori importanti del palcoscenico politico locale ed  all’Assemblea - sapranno mettersi da subito al lavoro sulla base di un calendario di attività segnato da iniziative di rilievo, mirate a realizzare, entro la primavera del 2016, la prima conferenza organizzativa del PD Tuderte, in cui ridefinire e aggiornare la struttura di Partito e una conferenza di programma, aperta alla città, con cui elaborare il programma elettorale ed aprire il cantiere con cui  il centro-sinistra Tuderte sarà pronto per la sfida elettorale del 2107.

Diego Carletti, Segretario PD Todi 

mercoledì 18 novembre 2015

FUKUJAMA E LA DIASPORA SOCIALISTA




Che il popolo socialista non si incazzi per queste poche righe. Non costituiscono un saggio (non ne ho le competenze) e men che meno una entrata a gamba tesa nel dibattito in corso per sposare una tesi piuttosto che un'altra (non sono così importante). Allora cosa sono ? Mettiamola giù così, con una similitudine: se, per una delle tante aree di crisi tribali, l'ONU dovesse scegliere un osservatore per capirci qualcosa e, magari, studiarci sopra qualche rimedio, chi meglio di uno che proviene da quelle lande potrebbe svolgere il compito? Uno pure con la saggezza dell'età, con la giusta e ormai maturata equidistanza, che osservi col cannocchiale dalle colline lontane i fuochi di sbarramento e di artiglieria più o meno pesante e ne tragga alcune riflessioni? 

Magari sconnesse, come le mie, perché in una forma o l'altra ancora coinvolto. 
Eccomi allora con le carte in regola: già-socialista (la particella ex l'ho sempre odiata, troppo meccanicamente secca), su mandato osservo per il tempo necessario e rifletto. E scrivo non solo degli aspetti tristi ma anche di alcuni aspetti positivi che mi sembra per fortuna di cogliere. E citando tutti i protagonisti che stimo (con quasi tutti sono amico, quelli che mancano all'appello amicale è semplicemente perché non ci conosciamo): da Nencini a Rometti, per passare ai Di Lello e Bastianelli e per finire con Bartolomei, Labellarte e Potenza. 

Con una attenzione alla Storia, quella vera, molto spiccata: perché tutto può iniziare, almeno il nostro racconto, da Fukujama. Credo fosse il 1989 o giù di li quando quel giornalista amerikano, sul NYT, scrisse un articolo titolato “La Storia è finita”: in esso sostanziava la tesi storico-politica abbastanza avventurosa per l'epoca ma poi avveratasi nei fatti, che il secolo ventesimo, di gran lunga il più importante per la evoluzione del genere umano, era stato segnato dal conflitto tra due ideologie, il marxismo ed il liberalismo, che si erano affrontate con ogni mezzo a loro disposizione. 

Il primo (vado a spanne per esigenze di sintesi e mi fiondo soltanto sul lato economico-sociale perché quello mi serve), come è risaputo, aveva la sua base ideologica nel soddisfacimento complessivo dei bisogni delle classi meno abbienti anche e soprattutto tramite il controllo statale dei mezzi di produzione e un sostanziale dirigismo in campo economico e sociale. Qualcuno definì a tempo debito Sinistra tutto ciò. Il Comunismo, come risaputo, ne è stata la Forza Politica di riferimento che, andata al potere, lo ha gestito in nome e per conto di quegli obiettivi. L'unica peraltro. 

Il secondo, in omaggio ad una spasmodica attenzione al libero mercato come tutela dei bisogni del singolo individuo, proclamava un capitalismo senza regole e condizionamenti. Qualcun altro definì Destra ciò e dentro a quella definizione agirono tutti i Partiti Conservatori che ne divennero il braccio più o meno armato. 

La contrapposizione dinamica, scrisse Fukujama, agli albori del duemila era ora terminata con la vittoria del secondo sistema e, quindi, in un certo senso, la Storia era finita. La grande, immensa, Storia del novecento. 

Vabbè, voi direte, ma che c'entra con la diaspora in questione? 

Al tempo. Perché il giornalista, in una delle tante interviste successive (l'articolo fece un enorme scalpore), a precisa domanda disse che, mentre la prima Forza aveva certo figliato nel corso del secolo (radicali, rivoluzionari trotzkisti, riformisti e socialisti) ma dato origine sempre e soltanto a forme di supplenza politica che non rigettavano l'ossatura strategica e culturale del marxismo, la seconda aveva inconsapevolmente dato origine ad una variante molto lontana dalle origini conservatrici. 

Era semplicemente successo che, nel 1944 all'interno del campo liberale anglosassone, con il loro tipico pragmatismo, era emersa la esigenza di adottare una variante più solidale di quel sistema, da costruire assieme ai laburisti, che prevedesse uno sviluppo economico legato ad un mercato mitigato nella sua forza selvaggia da regole precise, in cui le Istituzioni dovessero svolgere un ruolo fortemente programmatorio di soddisfazione dei bisogni sociali. In buona sostanza questo progetto, che autodefinirono liberal-laburista, acronimo fortunato lib-lab, prevedeva una forte compenetrazione tra sistema pubblico e privato (lavorare per progetti, per budget, etc). Il succo politico della operazione andò oltre ogni aspettativa e prospettiva perché, di fatto, guadagnò una accezione di fare sinistra in maniera differente dalla variante marxista.. 

Da allora nulla è cambiato nel campo della sinistra: o ci si rifa, nel fare Politica, alle ascendenze 
culturali di stampo marxista o si sposano gli obiettivi lib-lab. E questo dovrebbero essere i quadri sostanziali di riferimento di un popolo socialista allo sbando che voglia rifare Politica in maniera organica ed efficace. 

Al posto di irrazionali dispute semantiche e simbolologiche ai limiti dell'esoterico, di accorati appelli al rispetto di sempre cangianti e scarsamente fruibili regole statutarie, di confronti dialettici su come chi e quanti eravamo, di sollecitazioni generiche tipo Fede Speranza e Carità tendenti a non scontentare nessuno e a portare sotto le proprie bandiere il maggior (si fa per dire) numero di compagni, le uniche ragioni su cui ci si dovrebbe dividere e poi ricompattare sarebbero, se si vuole fare cosa seria che duri nel tempo, quella di DECLINARE gli obiettivi economico-sociali della iniziativa politica che si sta mettendo in essere. 

Perché, all'inizio, ho detto che vedo anche segnali positivi in questo senso? Perchè va dato atto a Bartolomei, ad esempio, di aver saltato il fosso dell'ambiguità e di essersi riposizionato con chiarezza sul primo versante; la tradizionale saggezza ed abilità tattica di Labellarte non potrà che sveltire questo processo, in cui si scorgono suggestioni della esperienza politica e culturale Lombardiana (più programmazione e più stato, maggiori contatti con la realtà sindacale dei lavoratori, etc). Auguri sinceri (anche al netto di atteggiamenti troppo pacifisti). 

Auguri che si meritano anche Nencini e Di Lello, solo tatticamente divisi, ma che, essendo stati portatori, con votazioni congiunte in Parlamento, in tutti questi anni di provvedimenti di carattere fortemente innovativo dai chiari connotati lib-lab, non possono che acclarare, nel prossimo futuro questa omogeneità strategica. 

Semmai ad essi (cambiano ma non di molto impostazione) mi sento di rivolgere un modestissimo appello: in giro c'è un'altra diaspora, meno evidente e strombazzata, quella dei liberal, soprattutto dopo che il buon Morando è andato ad applicare al governo le idee lib-lab e ha lasciato il campo. C'è lo spazio per rinverdire quelle idee, per aggiornarle aggrumando quanti si sentono un po' (mica tanto, solo un pochettino) orfani. Insomma sperimentiamo una Associazione Nazionale, magari sull'web, in cui tutti i liberi e forti lib-lab possano, costruendo, confrontarsi. Poi si vedrà. 


Carlo Vannini, già-socialista, osservatore ONU su DS (Diaspora Socialista, che continuerò ad osservare), per l'intanto liberal piddino.